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La Divina Commedia, Inferno

Dante é accompagnato nel suo viaggio da Virgilio, che era il poeta....

Dante é accompagnato nel suo viaggio da Virgilio, che era il poeta che Dante aveva ammirato più di tutti e al quale si era ispirato. Virgilio sarà la sua guida così nel viaggio come é stato la sua guida verso la perfezione dell'arte. Ma Virgilio rappresenta anche la massima espressione della ragione umana, il solo in grado di accompagnare Dante attraverso il regno della dannazione e della purificazione fino alla verità rivelata. Attraversato il fiume Acheronte, Dante si trova nel limbo, dove, in un castello, si trovano i grandi pensatori e i grandi saggi antichi, in atteggiamento solenne.

Poi incontra i lussuriosi con Paolo e Francesca. Man mano che il Poeta scende, i peccati si fanno sempre più gravi e le pene atroci: i golosi: sferzati da una pioggia fetida, mista di grandine e neve. Gli avari e i prodighi spingono macigni col petto. Attraversata poi su una piccola nave la palude Stigia in cui si trovano immersi gli iracondi, in lontananza si vedono le torri della città di Dite, che comprende i cerchi più bassi dell'Inferno. Oltre le mura Dante trova gli eretici tra i quali spicca Farinata..

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Poi si inoltra nel cerchio dei violenti:
i violenti contro il prossimo sono immersi in un fiume si sangue; i suicidi sono trasformati in alberi; i violenti contro Dio (bestemmiatori), contro la Natura (sodomiti) e contro l'Arte (usurai), sono disseminati in un deserto e colpiti da una pioggia di fuoco. Nucleo centrale é l'incontro con Pier delle Vigne; questi fu fatto imprigionare ingiustamente da Federico ll a causa delle calunnie dei cortigiani e morto suicida in carcere per sfuggire al disonore. Nel canto troviamo l'elegia della fedeltà dal momento che Pier delle Vigne non si lamenta delle accuse ingiuste del “suo signore”, ma le sue accuse riguardano le malvagità degli uomini. Dante fa sua questa amarezza dal momento che anch'egli é stato accusato ingiustamente e perseguitato dai concittadini ma nonostante ciò é rimasto sempre fedele alla sua Firenze.

Il viaggio continua e superato un ripido strapiombo, i Poeti si trovano sul ciglio delle Malebolge, dieci fosse concentriche dove si trovano: i lussuriosi, immersi nello sterco; i simoniaci, a testa in giù infilati nelle buche con i piedi in fiamme. Gli indovini, con la testa girata all'indietro; i barattieri, buttati nella pece bollente; i ladri trasformati in serpenti; i consiglieri di frode, fasciati dalle fiamme; i seminatori di discordia, sventrati e mutilati; i falsari i cui corpi disseccati dalla scabbia sono tormentati dalla febbre.

Malebolge é il trionfo dei sentimenti più abietti, la somma delle realtà più negative e Dante l'esplora con limpida lucidità. Da questa cornice si distacca Ulisse che é contornato da un alone di eroica dignità. Egli é colpevole di un'impresa troppo ardita, si era spinto in alto mare al di là delle colonne d'Ercole ed era stato inghiottito dalle onde quando era in prossimità del monte Purgatorio.

Superato il mondo di Malebolge si trova davanti ad una distesa di ghiaccio in cui si trovano i traditori. Tra di essi Dante scorge il Conte Ugolino che divora con animalesca voracità il cranio dell'arcivescovo Ruggieri, l'avversario che aveva chiuso lui e i suoi figli in una torre lasciandoli morire di fame. Ugolino rappresenta una figura complessa: da una parte é mosso dall'odio per il nemico che giace accanto a lui nel ghiccio, mentre dall'altra mostra il più tenero amore paterno per gli affetti familiari spietatamente calpestati.

Al centro della distesa di ghiaccio si erge Lucifero, un tempo angelo bellissimo e ora mostro peloso dalle ali di pipistrello. Arrampicandosi sul suo vello e poi passando attraverso uno stretto cunicolo, Dante e Virgilio escono a riveder le stelle.

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