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Il Duecento

Il 1200 e il 1300 sono considerati i secoli dell’origine della nostra letteratura

Il 1200 e il 1300 sono considerati i secoli dell' origine della nostra letteratura, anche se al latino restano ancora grandi campi: in latino scrivono ancora i teologi, i mistici, i giuristi, gli scienziati e gli storici.

Il substrato culturale al quale fanno riferimento gli scrittori dell'epoca, é rappresentato dalla letteratura classica latina, e quindi anche se scrivono in volgare sono fini conoscitori del latino. Inoltre bisogna tener presente che in questo periodo, la maggior parte del popolo é illetterata e parla solo il volgare. Man mano che questa classe acquista potere e autonomia, diventa necessario rivolgersi a loro in volgare, prima parlato e poi per iscritto.

A condizionare la nascita e lo sviluppo della nuova letteratura in volgare, contribuisce la realtà storica del comune per cui le città si sottraggono all'autorità feudali e si organizzano in modo autonomo. La diffusione della letteratura scritta in volgare, determina una cirolazione molto intensa di idee, di motivi e di opere anche grazie all'opera dei giullari che diffondevano favole, racconti e brevi poesie ad un ambiente molto diverso da quello a cui erano destinati. Non esiste una divisione tra il 1200 e il 1300: dal Cantico dell Creature fino alla morte del Boccaccio vi é un'evoluzione unica, un ritmo continuo senza alcuna frattura.

La Chiesa perde pian piano il monopolio della cultura e della scuola. Nasce una nuova figura d'intellettuale: tra i poeti del '200 sono rappresentati tutti i ceti per esempio Uberti e Cavalcanti che appartengono al patriziato, Dante e Dino Compagni all'alta borghesia, Dino Frescobaldi e Chiano Davanzati alla borghesia mercantile e addirittura gli artigiani con l'orefice Orlanduccio.

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