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Il destino si chiama Clotilde

Clotilde Troll é una giovane milionaria, bella e tumultuosa che ha invitato...

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h3> di Giovanni Guareschi

Clotilde Troll é una giovane milionaria, bella e tumultuosa che ha invitato sul suo panfilo Filimario, un giovanotto dal carattere fermissimo, del quale ella sembra essersi invaghita. A lui la ragazza riesce antipatica, ma ha dovuto acconsentire all'incontro che dovrebbe preludere alle nozze. Egli infatti é ridotto sul lastrico, avendo rifiutato di ingollare un bicchiere d'olio di ricino: condizione indispensabile per riscuotere la cospicua eredità che la sua stravagante madre gli ha lasciato. Salito a bordo del Delfino, Filimario si trova in compagnia di due signori: Settembre Nort e Pio Pis. Tutti e tre sono destinatari di una lettera di Clotilde, che annuncia loro di averli voluti allontanare dalla sua città in quanto li considera detestabili. Nel frattempo, infatti, il capitano ha intrapreso il viaggio malaugurato, verso la destinazione lontana, mentre Filimario, eletto come guida dai compagni, rimane imperturbabile. Nort imita pedissequamente ogni suo gesto e segue il suo volere; Pis tentenna e trepida nell'adeguarsi alla situazione. Essi vengono sbarcati sulla solitaria isola di Bess. Nella dimora di diporto in cui devono prendere alloggio, li riceve un bandito. La villa é occupata da venti contrabbandieri che rapiscono i tre. Ma Filimario non teme il bandito Bill, alle dipendenze di Ketty, una seducente fuorilegge. Ella pretende un riscatto per gli ostaggi catturati. L'unico che potrebbe pagarlo prende tempo, essendo riluttante a bere l'olio di ricino per entrare in possesso del denaro occorrente. Pressioni, vessazioni, seduzioni non hanno effetto su di lui. Finché, tutti prendono il mare sulla Jannette, l'imbarcazione mediante la quale la masnadiera Ketty pratica il contrabbando. Avvistano il Delfino con sopra Clotilde, la capricciosa adorata dagli uomini, eccetto Filimario. Viene con lei Giorgino, il suo fidanzato brutto, grassoccio, sottomesso e sofferente per gelosia. Viene ad accertarsi che i tre amici siano sbarcati sull'isola sani e salvi. Clo si sdoppia con il povero promesso sposo: ora cara verso di lui, ora insensibile e crudele, ansiosa di farsi desiderare da Filimario, che ha spedito nel cuore dell'Oceano perché egli l'aveva ignorata e respinta. Adesso, i doganieri abbordano la Jannette. Comincia la perquisizione. Il terzetto viene spacciato come composto di naufraghi tratti in salvo. Ma i loro bauletti risultano pieni di oppio. I malcapitati sono trasferiti a Nuova York, dove la polizia, al posto dello stupefacente, troverà delle patate. Il gentiluomo perseguitato dal destino chiamato Clotilde, spiega che gli scambi del contenuto sono stati opera dei responsabili di bordo, prima e all'ultimo momento. Brutta faccenda per i galantuomini che finiscono in carcere. Ma, grazie all'intervento del console, eseguito il riconoscimento, Filimario e soci sarebbero messi in libertà, se il commissario e i doganieri non temessero una brutta figura, dopo lo scalpore fatto dai giornali sulla cattura degli stranieri. Dunque, essendo salpato il console per una licenza, i nostri eroi sono trattenuti in prigione. Pressato dai compagni, Fil chiama il notaio che dispone dell'eredità. Porti il bicchiere dell'odioso purgante e, in seguito, si rifarà delle spese sostenute per il suo trasferimento in America. Kelly, che ha un debole per l'erede schifiltoso, gli manda una pagnotta contenente gli arnesi per evadere, complice un corrotto secondino. Ma Clo ha già versato la cauzione, e Fil sarebbe scarcerato, se non rifiutasse di approfittarne. Sega l'inferriata della finestra; i prigionieri evadono calandosi in strada. Per i fuggitivi é dura escogitare espedienti con cui sopravvivere. Un'agenzia li arruola. Reciteranno la parte di gentiluomini europei al ricevimento della signora Thompson. Impersonando un conte francese, con la sua galanteria Fil conquista la padrona di casa, e fa la conoscenza di una contessa spagnola, nei cui panni si nasconde Ketty. Ella sta cercando di farsi sposare da un corpulento straniero, giunto a braccetto di una fiera ragazza: Clotilde Troll. Lui ´ Giorgino. Pio ora si dà, d'attorno al servizio di Clo, mentre Giorgino, sguinzagliato dalla fidanzata sulle tracce di Fil, si é innamorato della contessa De la Sierra, alias Ketty, avventuriera in via di mettere la testa a partito. Alla festa, Fil e Clo stanno uno di fronte all'altro. Lui però se ne andrebbe, se lei, avendolo minacciato di fargli perdere il compenso dell'agenzia, non lo trattenesse piuttosto facendo appello al patriottismo che li unisce e alla parola data, alla madama che l'ha ingaggiato, d'essere cortese. Sulla terrazza, Clotilde gli chiede di perdonarla: lo ama. Egli osserva quanto siano monotone le spasimanti. Clo scappa furiosa, portandosi via Giorgino. Qualche tempo dopo, un equivoco procura l'incontro-scontro di Filimario con Clotilde. I due scoprono di amarsi e si sposano con l'approvazione dei genitori di Filimario che seguono le vicenda da una nuvoletta. Luna di miele sul fatidico panfilo. Un giorno, Clo, preoccupata per la salute del marito, gli reca un bicchiere d'olio di ricino. Il marito rifiuta di berlo e lei piange. Commosso dalle lacrime di Clotilde, Filimario trangugia il rimedio disgustoso. Da un tendaggio sbuca fuori il notaio, che stabilisce e annuncia l'acquisito diritto all'eredità, trattandosi del vecchio olio irrancidito, che la mamma passata a miglior vita, aveva posto come clausola per l'eredità. Il denaro servirà a ripianare il profondo deficit finanziario di Clotilde, senza che su di lei gravino sospetti: il suo amore per Fil si é reso completamente sincero e irreprensibile.

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