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Giuseppe Parini

Parini nasce a Bosisio in Lombardia nel 1729, da una famiglia di modeste origini. Conduce i suoi studi....

La vita

Parini nasce a Bosisio in Lombardia nel 1729, da una famiglia di modeste origini. Conduce i suoi studi classici a Milano e fin da molto giovane pubblica sotto pseudonimo un volumetto di versi che gli vale la presentazione negli ambienti intellettuali dell'epoca. A venticinque anni viene ordinato sacerdote ed entra come precettore a casa dei duchi Serbelloni. Rimane al servizio dei duchi fino al 1762. Il Parini si trova a dover affrontare un periodo di disagi, ed é costretto ad accudire la vecchia madre malata. Fortunatamente l'anno successivo, 1763, in seguito alla pubblicazione del Giorno ottiene la protezione del conte di Firmian, la redazione della Gazzetta di Milano ed é nominato professore di eloquenza nelle Scuole Palatine. Ottiene l'incarico di scrivere per le nozze dell'Arciduca Francesco d'Austria il melodramma l'Ascanio in Alba musicato da Mozart. Nel 1796, alla discesa di Bonaparte in Italia, accoglie con entusiasmo le nuove idee ma in seguito assume un atteggiamento ostile. In questi anni Parini stringe una solida amicizia con Foscolo; i due sono uniti dalla deludente aspettativa napoleonica e dalla nascente speranza di una Italia capace di risorgere. Muore a Milano nel 1799 povero e solo.

Parini é il massimo rappresentante di una borghesia intellettuale che manifesta insofferenza per le ingiustizie e i privilegi dell'aristocrazia.

Egli mette in campo un rinnovamento letterario che mantiene solo alcuni aspetti formali dell'Arcadia come l'uso dell'endecasillabo, ma dal punto di vista dei contenuti dà maggior risalto alla coscienza civile e agli intenti sociali.

Le Opere

Il Giorno

É un poema satirico in endecasillabi sciolti, in cui il poeta immagina di essere il precettore di un giovane aristocratico. L'opera si divide in quattro parti: mattino, mezzogiorno, vespro e notte questi ultimi due pubblicati dopo la morte del poeta. In quest'opera viene descritta una classe nobiliare arroccata a privilegi ingiustificati mentre il popolo vive negli stenti. Nell'opera risalta la figura del giovin signore, un individuo ozioso e vacuo che crede di essere Dio in terra. Nel mattino egli si alza quando il sole é già alto nel cielo e il villano é al lavoro da molte ore. Fa colazione incerto su cosa prendere, si veste solennemente e poi si reca dalla dama della quale é cavalier servente. Nel mezzogiorno egli accompagna la dama al pranzo: il Parini ha così modo di raccontare i diversi tipi di commensali: il buongustaio, il vegatariano, il fanatico dell'industria straniera, quello del commercio: il tutto mentre il cencioso annusa le vivande. Nel vespro e nella notte sembra scemare l'interesse da parte del poeta a portare avanti una polemica antinobiliare, visto che ormai gli eventi storici stessi stanno travolgendo quella classe. Durante il vespro la dama e il giovin signore si recano al capezzale di un amico malato e, durante la notte si passa il tempo tra un rinfresco e l'altro a giocare a carte e a mangiare il gelato. Le descrizioni dei luoghi sono accompagnate dalle descrizioni dei personaggi spesso ridotti a macchietta, e l'ironia diventa una seria condanna nei confronti di questo ingiusto ordine sociale.

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