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Storia di Roma dalla Monarchia all'Impero

Roma fu fondata, secondo la tradizione il 21 aprile del 753 a.C.; il primo colle......

Roma fu fondata, secondo la tradizione il 21 aprile del 753 a.C.; il primo colle ad essere occupato é il Palatino, in seguito vengono occupati gli altri colli circostanti: Esquilino, Celio, Viminale, Quirinale, Capitolino e Aventino. Per i primi due secoli e mezzo Roma é governata dai sette Re: Romolo, fondatore della città, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo. Secondo la tradizione, con la cacciata di Tarquinio nel 509 a.C., si ha il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. Al tempo di Romolo, i cittadini erano divisi in tre tribù, Romani, Sabini, Luceri. Le tribù erano divise in curie, le curie in genti formate da famiglie. Il principale organo di governo era il Senato e il re, eletto dalle curie é il capo dell'esercito, capo religioso e giudice supremo.

Con il passaggio al governo Repubblicano, i poteri sono divisi tra due consoli che hanno potere militare ed esecutivo, i pretori che hanno potere giudiziario e il pontefice massimo che ha potere religioso. Il potere legislativo é in mano ai comizi. La popolazione é divisa in patrizi e plebei. Inizialmente solo i patrizi possono accedere alle cariche pubbliche, ma in seguito a una serie di rivolte, i plebei riescono ad ottenere due rappresentanti con diritto di veto sulle leggi svantaggiose. Le lotte portate avanti dai plebei in favore dei loro diritti vanno avanti per circa un secolo e mezzo, fino ad ottenere la parificazione politica con i patrizi, il matrimonio tra patrizi e plebei, la ripartizione dell'agro pubblico anche tra i plebei e l'abolizione di schiavitù per debiti. Nel 366 a.C. viene eletto il primo console plebeo. Il senato esprime giudizi sulla pace, sulla guerra, sui sacrifici, sulle feste, giudica l'operato dei magistrati, cioé coloro che hanno cariche pubbliche, allo scadere della carica annuale.

Dalla fine del V secolo in poi, i Romani portano avanti una serie di guerre che permetteranno loro di imporsi sia sul territorio italico che fuori dai confini. Con la conquista dell'Italia meridionale, Roma si affaccia a quell' area del Mediterraneo che fino a quel momento era controllata da Cartagine.

Dopo alterne vicende durante la prima e la seconda guerra punica, i Cartaginesi sono sconfitti a Zama nel 202 a.C., e i romani riconquistano Sicilia e Campania. Dopo la vittoria di Zama, Roma adotta una politica di tipo imperialistico, muovendo guerra a danno di stati liberi in territori lontani. In quest'ottica sono la prima e la seconda guerra macedone, che porteranno alla conquista della Macedonia. Nel 146 a.C. con la terza guerra punica, Roma sconfigge Cartagine, creando la provincia d'Africa. Segue la conquista della Gallia Cisalpina, e della Gallia Narbonense, e nel 133 a.C. Roma dà vita alla provincia d'Asia.

In seguito alle guerre avvengono molti mutamenti in ambito sociale, politico ed economico. I Romani conquistano molte ricchezze e terre, che vengono destinate alle classi aristocratiche già ricche, mentre i piccoli proprietari, che spesso hanno abbandonato i campi per partecipare alla guerra, vanno via via impoverendosi. Il latifondo prende sempre più piede a discapito della piccola proprietà e comincia a serpeggiare il malcontento. In questo difficile clima politico, i fratelli Gracchi, Tiberio, e Caio, tentano di varare una riforma agraria che ridistribuisca le terre e limiti il latifondo, ma la riforma fallisce per l'opposizione degli aristocratici. Dopo la morte dei Gracchi,le forti diseguaglianze sociali portano ad una serie di guerre civili. Si formano due fazioni: gli ottimati, esponenti di famiglie nobili ostili ai Gracchi, e i popolari, che comprendono i plebei e i cavalieri, che avevano sostenuto i due fratelli. Nel 107 a.C. viene eletto console Caio Mario con il consenso dei popolari. A questi si contrappone Silla, sostenuto dalla nobiltà senatoria. Quando Mario muore improvvisamente, Silla assume la carica di dittatore a tempo indeterminato ed elimina tutti i suoi avversari.

Gli avvenimenti di questi ultimi anni dimostrano come gli organi repubblicani, che garantivano uno scenario politico dominato dalla collettività, siano sostituiti da un singolo personaggio politico sostenuto da un ben preciso gruppo sociale che usa l'esercito per i propri scopi. Dopo Silla abbiamo Pompeo, Crasso, appoggiato dai cavalieri e Giulio Cesare sostenuto dal popolo. Cesare e Crasso esercitano un potere grandissimo a Roma; in particolar modo Cesare accresce il suo prestigio grazie alle vittorie in Gallia e in Britannia. La rivalità tra Cesare e Pompeo porta alla guerra civile che si conclude con la vittoria di Cesare. Cesare promuove riforme politiche, sociali, economiche. Convinto che sia giunto il momento per il superamento dell'ordine repubblicano trasforma la dittatura in una carica vitalizia. I Senatori, sostenitori della repubblica, nel 44 a.C. lo fanno uccidere. Sarà Ottaviano, il successore di Cesare a porre fine al sistema repubblicano nel 31 a.C.

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