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Gli Angioini e gli Aragonesi

Dopo la morte di Federico II, Manfredi, figlio naturale di Federico...

Dopo la morte di Federico II, Manfredi, figlio naturale di Federico, si proclama re di Sicilia e guida del partito ghibellino. Il Papa Clemente IV, che considerava la Sicilia un proprio feudo, chiede l'aiuto di Carlo I d'Angiò fratello del re di Francia. Dopo alterne vicende Carlo vince, entra a Napoli ed entra in possesso di tutta l'Italia meridionale. La capitale viene spostata a Napoli e la gente, che con Federico aveva vissuto un periodo di benessere, comincia a lamentarsi anche a causa delle pesanti tasse.

I Siciliani si ribellarono e chiesero aiuto al sovrano spagnolo Pietro III d'Aragona, genero di Manfredi. La guerra durò circa venti anni e si concluse con la divisione del territorio: l'Italia meridionale andò agli Angioini, la Sicilia agli Aragonesi. A Roma, Bonifacio VIII succede al "dimissionario Celestino V". Bonifacio riprende il progetto teocratico, assicurandosi prima, una posizione di saldo predominio sulla città di Roma e poi indice il primo Giubileo. La celebrazione porta a Roma un gran numero di pellegrini ed ecclesiastici e questo successo rinsalda nel pontefice la convinzione di poter realizzare una politica di supremazia universale. Nel 1266, i Guelfi prendono il sopravvento a Firenze; la ricca borghesia infatti vede di buon occhio la possibilità di ampliare i propri commerci. La città intraprende numerose guerre su più fronti. Il prezzo più alto viene pagato dai ceti meno abbienti che vengono ad avere gli stessi intenti dei nobili decaduti tutti contro la ricca borghesia. Lo schieramento Guelfo si divide in due gruppi i bianchi, legati al popolo grasso e alle arti maggiori guidati dalla famiglia dei Cerchi e i neri, legati al popolo minuto e ai salariati delle arti minori e capeggiati dalla famiglia dei Donati.

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