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Rivoluzione Francese

Con il termine di Rivoluzione Francese si indica una complessa fase storica...

Le cause

Con il termine di Rivoluzione Francese si indica una complessa fase storica che inizia nel luglio del 1789 e che dura circa una decina d'anni. La Francia di re Luigi XVI é una nazione che da tempo non attua le riforme di tipo costituzionale, e inoltre é spaccata da profonde ingiustizie sociali. Il clero e la nobiltà possedevano la maggior parte della terra coltivabile e ad essi venivano attribuite le principali cariche dello stato. Al contrario erano esonerati dal pagamento delle tasse. Si era venuto a determinare il terzo stato, costituito da quei cittadini, ricca borghesia agraria, ma anche popolo minuto come artigiani, contadini e piccoli proprietari, che sostenevano tutto il carico fiscale e non hanno diritti politici. Negli anni immediatamente precedenti, una grave crisi produttiva determina un aggravamento delle condizioni economiche dei cittadini. Lo Stato non é in grado di intervenire in quanto si trova in una situazione di completo dissesto economico, dovuto alle eccessive spese della monarchia.

Il terzo stato, il clero e la nobiltà, formavano gli Stati Generali, un'assemblea che si riuniva solo saltuariamente e che aveva il compito di limitare il potere del sovrano. Nel 1788 vengono convocati gli stati generali per cercare di trovare uno sbocco alla necessità di riforme, da quella fiscale a quella amministrativa.

Ma all'interno degli stessi stati generali ci sono dei malcontenti, perché i voti non venivano espressi "per testa" ma per ceto: in sostanza i voti del clero e dei nobili valeva di più di quello del terzo stato. In seguito alla contestazione della modalità di voto, i rappresentanti del terzo stato si riuniscono nella sala della pallacorda e costituiscono un'Assemblea nazionale alla quale in un secondo tempo si uniscono anche il clero e la nobiltà, dando origine all'Assambea Nazionale Costituente, che si prefigge di dare alla Francia una nuova costituzione malgrado il parere contrario di Luigi XVI.

La presa della Bastiglia

Il 14 luglio del 1789, il popolo parigino, nel timore che il sovrano potesse attuare un colpo di stato nei confronti dell'Assemblea costituente, assalta la Bastiglia, una prigione dove erano rinchiusi i detenuti politici. A Parigi il popolo prende le armi e nomina Marie-Joseph La Fayette comandante della guardia nazionale. Nei giorni successivi la rivoluzione dilaga anche nelle campagne. Vengono assaliti castelli e conventi. Vengono aboliti privilegi feudali, come le corvées. Viene approvata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino in cui si sanciva la libertà di pensiero, parola e stampa dell'individuo. Inoltre tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Per diventare leggi, le decisioni dell'Assemblea, necessitano della firma del re. Ed é così che il popolo parigino marcia verso Versailles; il re é costretto a dare la sua approvazione e la monarchia viene trasferita a Parigi. Nei mesi che seguono, viene decretata la confisca dei beni del clero, con lo scopo di ottenere dei titoli di debito pubblico. Il clero era tenuto a giurare fedeltà alla rivoluzione in cambio all'assunzione da parte dello Stato delle spese di culto. Nel giugno del 1791 fallisce un tentativo di fuga da parte del sovrano, che viene sospeso dalle sue funzioni per tre mesi. Il 4 settembre del 1791 viene approvata la Costituzione nella quale veniva sancito la divisione dei poteri: quello esecutivo, assegnato al re, e quello legislativo esercitato da una Assemblea eletta.

Conseguenze della Rivoluzione

I Giacobini costituiscono un'associazione privata i cui membri appartengono alla borghesia intellettuale e alla monarchia illuminata. In essa si può riconoscere un'ala radicale rappresentata dall'avvocato Maximilien de Robespierre e una moderata rappresentata dallo stesso La Fayette. Le classi colte europee vedevano positivamente i principi della rivoluzione mentre i governi assoluti temevano un contagio delle idee rivoluzionarie. Particolarmente preoccupate erano l'Austria e la Prussia, due potenze tradizionalmente vicine alla Francia. Nell'aprile del 1792, il governo dichiara guerra all'Austria ma quest'azione preventiva si rivela una disfatta. Nell'agosto del 1792 viene decisa la deposizione e l'arresto di Luigi XVI accusato di tradimento. Il 22 settembre 1792 viene proclamata la Repubblica e il 21 gennaio 1793 il re viene ghigliottinato. L'uccisione del re produce un'immediata reazione da parte dei più potenti monarchie europee. Spagna, Olanda, Portogallo, Russia e Inghilterra si alleano all'Austria e alla Prussia nella guerra contro la Francia. La situazione si fa di colpo gravissima, mentre la Francia é minacciata dall'avanzata degli eserciti nemici, una parte del popolo comincia a dar segni di ostilità verso i rivoluzionari. A Lione, a Parigi e in Vandea il popolo insorge. Allora i più feroci rivoluzionari istituiscono il Comitato di salute pubblica agli ordini di Robespierre; vengono condannati a morte tutti quelli sospettati di non aderire ai principi della Rivoluzione. Tra il 1793 e il 1794 vengono ghigliottinate migliaia di persone. Questo periodo é detto il Terrore.

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