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Rivoluzione Industriale

Intorno al 1780 - 1790 l'Inghilterra conosce un periodo.....

Intorno al 1780 - 1790 l'Inghilterra conosce un periodo di grande espansione delle capacità produttive, che prende il nome di rivoluzione industriale. Secondo alcuni economisti la rivoluzione industriale inglese fu il prodotto di una crescita bilanciata di diversi fattori e cioé

  • incremento del commercio internazionale
  • sviluppo dell'agricoltura
  • espansione demografica
  • disponibilità di capitali
  • diffusione delle innovazioni tecnologiche

In questi anni l'Inghilterra svolgeva commerci con Africa, America e Asia. Con le navi britanniche venivano esportati in Africa utensili di ferro, armi, alcolici e venivano importati oro, avorio e soprattutto schiavi. Si calcola che nel corso del Settecento circa due milioni di Africani furono portati nelle colonie americane per lavorare nelle piantagioni.

Ma la necessità di una produzione più efficiente, fece da stimolo per concepire delle innovazioni tecnologiche, che caratterizzano quest'epoca. Le prime innovazioni erano costituite da macchinari piuttosto semplici e le troviamo nel settore della tessitura. Ricordiamo la navetta volante, che sostituiva, migliorandolo, il tradizionale telaio perché era capace di tessere un numero maggiore di pezze con maggior velocità. Si inventarono macchine capaci di potenziare la filatura e di garantire dei filati estremamente sottili in grado di superare la qualità delle famose mussoline indiane. Ma le innovazioni tecnologiche più significative riguardarono l'industria metallurgica e quella mineraria. L'Inghilterra era ricca di giacimenti ferrosi, ma scarseggiava il legname, fondamentale per il processo di fusione. Fu così che nel 1717, si sostituì il carbone di legna con il carbone fossile (carbon coke), e questo permise di aumentare notevolmente la produzione. Contemporaneamente anche l'estrazione mineraria divenne più efficiente con l'utilizzo, in miniera, di gallerie più profonde grazie all'utilizzo di pompe che rimuovevano l'acqua e immettevano aria nelle gallerie sotterranee.

La macchina a vapore

Fino a questo momento le uniche fonti energetiche utilizzate erano, oltre alla forza umana e a quella animale, la spinta del vento e le correnti d'acqua che muovevano per esempio le pale dei mulini. Nel 1781 James Watt costruì una macchina a vapore capace di fornire energia motrice in maniera costante. La produzione industriale aveva così a disposizione una energia motrice praticamente inesauribile. Le macchine a vapore avevano però dei costi elevati, e si rendevano necessari in campo industriale degli investimenti che non sempre i piccoli artigiani erano in grado di fare. Nascono le prime società per azioni formate da piccole imprese che si associavano per aumentare la disponibilità ad investire in tecnologia, ed, eventualmente dividere i rischi di una produzione su larga scala.

La nascita della fabbrica

Negli anni precedenti alla rivoluzione industriale, il lavoro, soprattutto quello tessile, veniva svolto a domicilio da artigiani o contadini che filavano o tessevano nelle loro case e poi consegnavano il prodotto finito. L'adozione di macchine determinò la necessità di radunare i lavoratori in un luogo comune dove svolgere il lavoro, nasceva la fabbrica. Inizialmente i lavoratori inglesi si mostrarono riluttanti a lasciare le abitudini consolidate per accettare le durissime regole della fabbrica, ma la dura crisi che investì nei primi decenni del Settecento i piccoli proprietari terrieri inglesi, spinse migliaia di lavoratori a entrare in fabbrica. Si viene a creare una nuova classe sociale, il proletariato industriale, formato da persone che lavorano in fabbrica e che per far questo, si erano spostate ad abitare nei nuovi centri industriali, Manchester, Birminghan, Sheffield dove vivevano in quartieri sovraffollati e spesso privi di servizi igienici. Si andò diffondendo degradazione, alcolismo e criminalità. La massa dei lavoratori percepiva stipendi bassissimi con turni di lavoro che duravano fino a quattordici ore al giorno; anche le donne e i bambini dovevano lavorare in queste condizioni, anzi venivano preferiti agli uomini perché i loro stipendi erano più bassi.

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