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Tiberio Sempronio Gracco

Tiberio Sempronio Gracco tribuno della plebe e lotta contro l'aristocrazia del Senato

Roma ha assunto ormai un ruolo egemone nel Mediterraneo. Questo fa sì che sia sempre più potente e ricca. Ma il benessere derivante dalle guerre di conquista, non é equamente diviso tra i cittadini ma al contrario é destinato all'aristocrazia. Questo provoca il malcontento della classe dei cavalieri e dei cittadini, impoveriti dalle lunghe guerre. In questo contesto politico – sociale due fratelli, Tiberio e Caio Gracco, promuovono una serie di riforme che hanno lo scopo di limitare il latifondismo ponendo un limite alle terre possedute. Gli acri di terra in esubero rientrano in possesso dello stato che le distribuisce ai cittadini poveri.

La riforma, malgrado l'opposizione dell'oligarchia patrizia, é approvata, ma non riesce di fatto ad essere attuata in quanto mancano i fondi per creare, nei terreni ridistribuiti, delle aziende agricole.

Tiberio, visto che il Senato boccia le sue proposte per finanziare il progetto, vuole candidarsi nuovamente a tribuno per l'anno successivo, mentre la legge lo vieta. Così tra favorevoli e contrari alla rielezione scoppiano dei disordini e Tiberio viene ucciso.

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