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Cesare e Pompeo verso la spaccatura

Crasso muore. Tra Cesare e Pompeo si fanno strada dissapori che porteranno alla guerra civile

Per rinsaldare la collaborazione espressa nella forma del triumvirato, Cesare si incontra con Pompeo e Crasso a Lucca. I tre triumviri si fanno attribuire dai comizi, il governo di alcune province: Pompeo quello dell'Africa e della Spagna, Crasso quello della Siria e Cesare la Gallia.

La guerra contro i Parti

Crasso, nell'intento di eguagliare i successi militari di Pompeo e Cesare, a capo di un grande esercito, muove dalla Siria contro i Parti il cui vasto impero si estendeva dalla Mesopotamia fino all'Indo.

Ma nel 53 a.C. il suo esercito fu annientato a Carre e Crasso muore.

A Roma muore Giulia, figlia di Cesare e moglie di Pompeo. Viene così a spezzarsi un forte legame tra Cesare e Pompeo in parte già compromesso da gelosie e rivalità. Intanto a Roma la situazione peggiora di giorno in giorno, la corruzione impera, la giustizia é mal esercitata. Questo fa sì che il Senato nomini Pompeo “console senza collega” allo scopo di riportare l'ordine nella Repubblica. Questo fatto rompe definitivamente il patto tra Cesare e Pompeo: infatti mentre Cesare ha solo due province, Pompeo ha sotto di sè quasi tutto il territorio dello stato. Ma la goccia che fa traboccare il vaso é quando Pompeo riesce a convincere il Senato a togliere a Cesare il comando delle Gallie e gli ordina di abbandonare l'esercito e di tornare a Roma come privato cittadino. É così che Cesare nel gennaio del 49 a.C., al comando di una sola legione, attraversa il Rubicone, fiume nei pressi di Rimini che segna il limite in cui nessun generale poteva entrare con l'esercito, e da il via alla guerra civile.

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