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La guerra civile tra Cesare e Pompeo

I rapporti tra Cesare e Pompeo vanno sempre pi deteriorandosi a causa di gelosie e rivalit fino ad arrivare alla guerra civile

A Roma muore Giulia, figlia di Cesare e moglie di Pompeo. Viene così a spezzarsi un forte legame tra Cesare e Pompeo in parte già compromesso da gelosie e rivalità. Intanto la situazione peggiora di giorno in giorno, la corruzione impera, la giustizia é mal esercitata. Questo fa sì che il Senato nomini Pompeo “console senza collega” allo scopo di riportare l'ordine nella Repubblica. Questo fatto rompe definitivamente il patto tra Cesare e Pompeo: infatti mentre Cesare ha solo due province, Pompeo ha sotto di sè quasi tutto il territorio dello stato. Ma la goccia che fa traboccare il vaso é quando Pompeo riesce a convincere il Senato a togliere a Cesare il comando delle Gallie e gli ordina di abbandonare l'esercito e di tornare a Roma come privato cittadino. É così che Cesare nel gennaio del 49 a.C., al comando di una sola legione, attraversa il Rubicone, fiume nei pressi di Rimini che segna il limite in cui nessun generale poteva entrare con l'esercito, e da il via alla guerra civile.

Pompeo, colto di sorpresa, si rifugia a Brindisi seguito dai consoli e dai senatori. Dalla Puglia prosegue la sua fuga in Grecia dove, grazie agli aiuti ricevuti, allestisce una flotta e un esercito di undici legioni. Cesare, padrone di Roma, con il denaro pubblico costruisce una flotta e parte alla volta della Spagna dove sbaraglia le legioni pompeiane che si trovavano lì ( 49 a.C.) Poi si dirige verso la Grecia attraversando l'Adriatico. Qui attira i pompeiani in un luogo a loro sfavorevole e, dopo durissimi combattimenti, ottiene presso Farsalo una splendida vittoria ( 48 a.C.).

Pompeo fugge in Egitto presso la corte di Tolomeo XIII, ma qui i consiglieri convincono il giovane sovrano a giustiziare Pompeo pensando di ingraziarsi Cesare.

Ma questi, giunto in Egitto, considera il gesto un atto vile e toglie il regno a Tolomeo per affidarlo alla sorella di lui, Cleopatra.

Veni, vidi, vici

Questo é il famosissimo messaggio che Cesare recapita al Senato, quando rientra a Roma dopo aver stroncato la rivolta di Farnace, figlio di Mitridate, in Asia Minore. Rimane ancora un nutrito numero di pompeiani tra i quali i figli di Pompeo, Gneo e Sesto, che avevano trovato rifugio in Africa. Cesare, per debellare ogni possibile rischio di vendetta, si reca direttamente in Africa dove sconfigge i pompeiani a Tapso.

Il figlio di Pompeo, Sesto, riesce a salvarsi e raggiunge in Spagna il fratello Gneo. E proprio quando i due fratelli erano riusciti a mettere insieme un nuovo esercito, vengono sconfitti definitivamente da Cesare a Munda nel 45 a.C.

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